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DigitalDem: la nascita del movimento politico e tecnologico

1 – Perché creare un nuovo movimento politico e tecnologico.

I partiti italiani sembrano essere incapaci di risolvere i tanti problemi che da decenni affliggono l’Italia: illegalità diffusa, scarsa competitività, ecc. Purtroppo, nemmeno i populisti risolveranno i problemi dell’Italia.

Inoltre, ci stiamo avviando verso la Democrazia Digitale ma credo nel modo sbagliato. I rischi di uno sviluppo centralizzato e poco trasparente delle piattaforme web di partiti e movimenti politici non sono stati ancora adeguatamente valutati.

Il pericolo che, tramite le future piattaforme web, pochi individui, pochi partiti o poche multinazionali, controllino i destini politici delle nazioni è un pericolo reale.

Non si possono lasciare le future piattaforme software di partiti e movimenti politici nelle mani di pochi e senza un’alternativa disponibile. Nell’interesse di tutti bisogna garantire un minimo di contendibilità, trasparenza e di meritocrazia in ogni ambito.

Inizialmente avevo pensato solo allo sviluppo di una nuova piattaforma web 2.0 per i partiti e i movimenti politici. Ho capito presto che la sola piattaforma web non poteva cambiare nulla senza un movimento politico che generi il cambiamento necessario per risolvere i problemi.

Per questo, stiamo creando un movimento politico che consenta un nuovo modo di fare politica, basato su semplici obiettivi comuni. Il movimento supporta anche lo sviluppo iniziale della piattaforma software. Il nuovo movimento si chiama Democrazia Digitale, con un nome abbreviato e un logo DigitalDem.  Il nome breve deriva dall’inglese Digital Democracy, in italiano Democrazia Digitale.

2 – I principi comuni alla base della nuova piattaforma e del movimento.

La filosofia alla base della nuova piattaforma informatica, è, in un certo senso, anche la base per un nuovo modo di fare politica e per il rinnovamento dell’Italia. Queste sono le line guida iniziali:

  • Crediamo che per risolvere i tanti problemi dell’Italia, e soprattutto il problema del lavoro, bisognerebbe unirsi nelle diversità per cambiare l’Italia.
  • Il cambiamento positivo può arrivare lavorando uniti da pochi semplici valori: legalità, trasparenza, meritocraziasemplificazione e cooperazione. In Italia questi semplici principi sono rivoluzionari. La realtà italiana è purtroppo spesso molto lontana da questi obiettivi. Senza lavoro è difficile parlare di legalità, senza legalità è difficile parlare di meritocrazia.
  • Si deve iniziare dalla trasparenza, dalla competitività e dalla semplificazione. Questo sarebbe il primo passo per aiutare la legalità e la meritocrazia, che contribuiranno a rilanciare l’economia e a creare lavoro.

Non si può correre in nessuna direzione se non si sciolgono i lacci che ancora legano la nostra bellissima nazione.

Legalità, trasparenza, meritocrazia, cooperazione e semplificazione, seguendo questi semplici principi, dobbiamo:

a) Creare infrastrutture informatiche di nuova concezione.

La futura piattaforma del movimento è il prototipo. Le nuove piattaforme dovrebbero essere, come minimo, trasparenti nelle regole e nel funzionamento, ma inviolabili nella segretezza delle votazioni. Quindi non utilizzabili per opprimere il dissenso e garantire rendite di posizione. Possibilmente, infrastrutture informatiche aperte e distribuite, che permettano la cooperazione e la libera competizione. Questo aiuterebbe a migliorare il confronto democratico, la meritocrazia e di conseguenza la competitività.

b) Ridurre ulteriormente le barriere di ingresso per le nuove imprese.

Contrastando i monopoli e le posizioni dominanti che impediscono la nascita e la sopravvivenza delle nuove imprese. Riducendo il clientelismo e il familismo.

L’Italia ha bisogno di innovazione e competizione. Il clientelismo e il familismo premiano solo la fedeltà. Per questo non vogliamo che tutti i partiti diventino di proprietà di qualcuno che premia solo la fedeltà e non il merito, magari con l’aiuto delle tecnologie digitali usate senza garanzie e trasparenza nelle regole.

c) Semplificare e ottimizzare lo Stato e l’Europa.

Seguendo le linee guida precedentemente enunciate si possono semplificare le istituzioni Italiane ed Europee. C’è troppa burocrazia inutile e troppo controllo centralizzato opprimente. Ci sono poche persone che prendono decisioni e rispondono ai cittadini in tempi accettabili. Non si sa mai chi deve prendere le decisioni e quali siano le regole. Quando si capisce chi deve decidere e con quali regole, spesso non si decide lo stesso.

d) Promuovere la legalità.

Riducendo le tasse e creando nuove opportunità di lavoro non assistenziali. Riducendo i tempi della giustizia e il numero di leggi. Proteggendo la libertà di stampa e il giornalismo d’inchiesta. Legalizzando e regolando, nell’interesse delle collettività, tutto quello che non è possibile controllare con il proibizionismo.

e) Contribuire a ridurre il livello di conflitto politico futile e pretestuoso.

Lo scontro politico esasperato e pretestuoso limita la discussione costruttiva e la risoluzione dei problemi. Questo facilità l’immobilità del sistema politico ed economico italiano e la spartizione di risorse e potere. Spesso nella politica italiana si litiga in pubblico e ci si spartisce il potere in privato.

3 – La nostra posizione attuale su alcuni temi caldi del dibattito politico.

Sarebbe forse prematuro parlare di posizioni politiche quando il movimento DigitalDem è in fase costituente. Tuttavia, per trasparenza verso chi è interessato a partecipare attivamente al progetto politico, credo sia meglio prendere subito una direzione. Questi sommariamente sono alcuni punti di partenza e di discussione:

Lavoro e disoccupazione.

Alcune fasce di età sono particolarmente penalizzate nel modo del lavoro. La soluzione non è negare i problemi o fare iniziative costose e quasi inutili a favore di questa o quella fascia di età. Spesso queste iniziative favoriscono i soliti intermediari che finanziano i partiti.

Governo e politici passano spesso dal negare i problemi al fare finta di provare a risolverli. Questo è successo in passato con i giovani e succede oggi nel caso della disoccupazione in età matura. Il nostro approccio sarà organico, tutti i senza lavoro devono avere pari opportunità. Bisogna agire sulla competitività dei cittadini e del sistema Italia, favorendo la meritocrazia, la libera impresa e l’efficienza.

Dentro o fuori l’Europa?

Possibilmente dentro, se l’Europa e l’Italia saranno capaci di correggere gli squilibri e la burocrazia che ci sta soffocando. Non vogliamo un Europa come quella attuale, con tanti sprechi tanta burocrazia e pochi Stati furbi e tanti inferni fiscali e burocratici. Vogliamo un Europa più integrata, ma snella ed efficiente, che permetta di ridurre le tasse, ridurre gli sprechi e le ruberie. In caso contrario probabilmente non saremo noi ad uscire dall’Europa ma sarà l’Europa che si romperà.

Immigrazione sì o no?

L’immigrazione è un fenomeno sociale inevitabile e vitale. Tuttavia, gli eccessi sono pericolosi, specialmente se non gestiti correttamente. Ci deve essere come minimo un sistema che controlla e indirizza l’immigrazione in Italia e in Europa. Non dobbiamo far restare in Italia i peggiori immigrati che arrivano in Europa. Non dobbiamo facilitare la criminalità italiana e internazionale con leggi deboli e complicate, tribunali intasati, centri di spaccio e prostituzione in mano alla malavita. Invece, il talento e la forza dei migliori immigrati possono risolvere alcuni problemi e aumentare la competitività dell’Italia.

Anche se i cittadini devono avere alcuni diritti in più di chi è solo un residente extracomunitario, crediamo che bisognerebbero sempre evitare i pregiudizi.

Ad esempio: Non bisogna giudicare le persone solo dalla loro religione o dall’ateismo. Non bisogna disprezzare o penalizzare le persone solo perché hanno un’altra visione politica o appartenenza politica. Come, ovviamente, non si possono fare discriminazioni in base al sesso o all’orientamento sessuale, ecc.

Questo non è buonismo ma semplice buonsenso. Evitare i pregiudizi può rendere più competitiva un’azienda, una squadra, un movimento o una nazione.

Economia e finanza

La finanza, l’economia di mercato e la concorrenza sono necessarie per creare sviluppo e occupazione. Non vogliamo essere i nemici delle banche, della finanza e dell’economia di mercato.

Questo non significa che vogliamo continuare ad assistere inermi alle opache relazioni tra la politica e la finanza e al saccheggio delle ricchezze dell’Italia.

Per arrivare a raggiungere questi obbiettivi, ci deve essere trasparenza, equità e competitività. Dopo di che, chi sbaglia deve pagare.

Quindi, ci vogliono delle regole equilibrate che favoriscano la trasparenza e la concorrenza ma impediscano gli eccessi. Le regole devono evitare di penalizzare la finanza e l’economia italiana ed europea. In un mondo globalizzato bisogna essere competitivi.

Vaccini sì o no?

Gli studi scientifici riconosciuti a livello internazionale possono sbagliare ma rimangono lo strumento principiale per regolare e gestire la salute pubblica. Secondo quanto ci dicono gli studi medici ufficiali e certificati, i vaccini in molti casi sono necessari per salvare la vita a una alta percentuale della popolazione.

In alcuni rarissimi casi i vaccini potrebbero anche dare qualche problema ma i rischi di non vaccinare in massa la popolazione sono alti. Purtroppo attualmente non c’è alternativa alla vaccinazione di massa. Virus e batteri posso ancora uccidere milioni di persone se si riducessero notevolmente le vaccinazioni.

4 – Non esiterà solo questo movimento.

Il nostro disegno strategico è basato su due progetti, il movimento e la piattaforma web. Partono insieme ma poi si separeranno.

Se pensi che il nostro manifesto non rispecchi le tue idee o i tuoi interessi, non c’è problema. Non pretendiamo di essere i soli detentori delle verità, i nostri obbiettivi vanno oltre il singolo movimento politico.

La piattaforma software DigitalDem diventerà la base per altri movimenti o partiti.

Il progetto della piattaforma informatica nasce per raggiungere traguardi molto importanti. Dovrà favorire la cooperazione e la competizione, libera e trasparente, tra i candidati e tra i militanti. Poi, in futuro, migliorerà la competizione e la cooperazione tra movimenti e partiti.

Il nostro progetto di piattaforma informatica, alla fine, sarà con architettura distribuita e in parte o totalmente open source.

Lo sviluppo della piattaforma sarà a un certo punto staccato dallo sviluppo del movimento politico. Il prima o poi può dipendere anche dall’interesse di altri partiti, movimenti o investitori al nostro progetto tecnologico o a quello politico.

In ogni caso, quando il movimento Democrazia Digitale e la piattaforma tecnologica si saranno consolidati, apriremo il nostro progetto tecnologico a tutti, compresi i movimenti e i partiti concorrenti.

5 – Cosa puoi fare tu:

  1. Desideri che il movimento e la piattaforma si possano realizzare? Contattami e unisciti a noi!
  2. Invece, se non ti piacessero le linee guida del movimento o non ti interessasse fare parte di un movimento, puoi comunque contribuire. Potresti partecipare solo allo sviluppo della piattaforma software o potresti seguirci e condividere quello che ti piace.

Uno degli obbiettivi condivisibile da tutti, compresi i partiti e movimenti già esistenti, è quello di arrivare ad una piattaforma open source distribuita, che offra garanzie a tutti e che ogni movimento o partito potrà personalizzare.

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Enrico Filippucci
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